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mercoledì 25 luglio 2012

I Comitati per l'acqua bene comune contrari alla fusione Cir33 - Multiservizi


Nell’assemblea tenutasi a Jesi il 19 Luglio, organizzata dal Comitato jesino “Acqua bene comune”, erano presenti, oltre a numerosi cittadini, anche i rappresentanti dei comitati per la ripublicizzazione dell’acqua della provincia di Ancona e alcuni consiglieri dei comuni della Vallesina. L’incontro aveva lo scopo di approfondire il progetto d’incorporazione per fusione del Cir 33 nella Multiservizi S.P.A. Ad illustrare il progetto era stato invitato il Presidente del Consorzio Cir33 Simone Cecchettini.


In esito alla discussione sono emerse le seguenti posizioni unanimamente condivise:

lunedì 23 luglio 2012

la Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali

 Immagine in linea 1
Grande vittoria dei movimenti

Oggi, 20 Luglio, la Corte Costituzionale restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese.
Lo fa dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l'articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti.

La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l'articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l'articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse  la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini.

La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l'acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici.

Si scrive acqua, si legge democrazia! 
 

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua 

giovedì 14 giugno 2012

Reclami a pioggia alla Multiservizi S.p.A.

L’abbiamo buttata fuori dalla porta a furor di popolo un anno fa esatto, ma la stanno facendo rientrare dalla finestra. Nel frattempo gli amministratori locali, l’ATO 2 ed i gestori della Multiservizi S.p.A. fanno finta di nulla, continuando ad appropriarsi indebitamente del denaro degli utenti senigalliesi. Stiamo parlando della remunerazione del capitale investito. Quella voce presente nel calcolo della tariffa, che 27 milioni d’italiani hanno scelto di non volere più pagare con il Referendum del 12 e 13 giugno 2011, e diventata legge a tutti gli effetti il 21 luglio 2011.
Sono parole che puntualmente in ogni comunicato riportiamo e non ci stancheremo di essere ripetitivi perché non accettiamo l’idea di vivere in un paese in cui vengono ignorati gli elementari principi su cui si fondano le democrazie moderne.
Nelle bollette dei cittadini ancora grava quella voce che non ha nessun reale collegamento ad alcun tipo di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio idrico integrato; una voce che 27 milioni di cittadini hanno deciso di abrogare affinchè quel capitale non diventasse appetibile per i privati, ne’ per dar vita ad una speculazione bancaria e finanziaria poiché capace di garantire profitto semplicemente investendo del capitale.
Il Sindaco Mangialardi continua a sostenere pubblicamente che i proventi del Comune di Senigallia sono rinvestiti nella stessa Multiservizi S.p.A.. L’art 13 della legge Galli n.36/1994 che disciplina il servizio idrico dichiara  esplicitamente che la tariffa “è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell’entità dei costi di gestione”. Il costo del servizio idrico lo paghiamo già attraverso la tariffa, senza che sia necessaria la remunerazione del capitale.
Inoltre questo “virtuosismo”è tutto da dimostrare. Non è dato conoscere a quanto ammonta la remunerazione del capitale, quanto spetta al Comune di Senigallia, quanto incide in percentuale nelle bollette degli utenti, quali sono le spese dei costi d’amministrazione. Le chiacchiere stanno a zero.
Ad un anno esatto dall’esito referendario che ha sancito l’abrogazione della remunerazione del capitale investito, dalle parole abbiamo deciso di passare ai fatti. Dopo numerosi banchetti informativi effettuati tra la città di Senigallia e di Corinaldo, 141 utenti hanno sottoscritto la lettera di formale reclamo che questa mattina abbiamo consegnato alla sede della Multirservizi S.p.A. di Senigallia.
Chiediamo che venga eliminata dalle fatture emesse dalla società la quota di remunerazione del capitale investito, avvisando che la stessa costituisce una pratica scorretta ai sensi di quanto previsto dal d.lgs. n.20672005 (c.d. Codice del Consumo).
Contestualmente chiediamo che la Multiservizi S.p.A. provveda a rimborsare ai firmatari quanto già da questi indebitamente corrisposto a titolo di remunerazione del capitale investito, con riguardo al periodo successivo al 20.07.2011.
Senza alcun preavviso, ci riserveremo di promuovere le azioni più opportune comprese quelle legali nelle competenti sedi giudiziarie o di autoriduzione della bolletta.
Comitato Acqua Bene Comune Senigallia



sabato 2 giugno 2012

Se l'Authority cancella il referendum


Un nuovo sistema tariffario riconosce una percentuale di remunerazione sugli investimenti realizzati e contraddice il secondo quesito referendario sull'acqua pubblica. Domani a Roma la manifestazione nazionale per i beni comuni e la democrazia

Ci sono tante ragioni che portano il popolo dell'acqua e dei beni comuni a manifestare domani pomeriggio a Roma. C'è il fatto che siamo ad un anno dalla scadenza referendaria e siamo di fronte alla situazione per cui quell'esito viene disatteso e contraddetto, in specifico per quanto riguarda i due referendum sull'acqua. C'è il contrasto alla nuova spinta alla privatizzazione dei servizi idrici e, più in generale, dei servizi pubblici locali che, lungi dall'essere fermata nonostante la volontà espressa dalla maggioranza assoluta dei cittadini del nostro Paese, trova oggi le sue punte di diamante nel progetto della grande megautility del Nord e nel disegno di Alemanno di arrivare alla definitiva privatizzazione di Acea. C'è la volontà dei soggetti che sono stati protagonisti in questi anni della battaglia per affermare che l'acqua è bene comune per eccellenza e che tutti i beni comuni vanno sottratti alle logiche di mercato di far sentire con forza che la nostra iniziativa non si è conclusa con la vittoria referendaria e che chi pensa che essa possa essere messa tra parentesi si sbaglia di grosso. C'è, ancora, la consapevolezza che le politiche recessive e neoliberiste del governo Monti incorporano come punto strategico la privatizzazione dei servizi pubblici e la riduzione del perimetro dell'intervento pubblico e che a ciò ci si deve opporre. C'è, infine, la stessa vicinanza alle popolazioni colpite nei giorni passati dal terremoto e l'idea che la solidarietà che ci lega loro sta insieme alla battaglia per la tutela del territorio e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

venerdì 1 giugno 2012

La Repubblica siamo noi

Paolo Oddi (Fp Cgil): «A un anno dal referendum contro la privatizzazione dell'acqua, il governo Monti contraddice platealmente l'esito del voto»
Il sito del Forum italiano per i movimenti per l'acqua si apre con una citazione che ha fatto la storia: «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci». Era Gandhi.


Inguaribili ottimisti? Non solo. Intanto, anche se sembra passato un secolo, lo scorso giugno milioni di italiani hanno scelto di mettere l'acqua fuori dal mercato e di tagliare le unghie ai profittatori che intendono fare soldi svendendo il bene comune vitale per eccellenza. Oggi questi profittatori, come se la democrazia fosse un optional - e del resto ne danno prova ogni qualvolta prendono decisioni o aprono la bocca - si sono travestiti da tecnici del governo. «Ad un anno dalla straordinaria vittoria referendaria - si legge sul Forum - costruita da una partecipazione sociale senza precedenti, il governo Monti e i poteri forti si ostinano a non riconoscere i risultati e preparano nuove normative per consegnare definitivamente la gestione dell'acqua agli interessi dei privati, in particolare costruendo un nuovo sistema tariffario che continua a garantire profitti ai gestori». Appunto, e adesso che si fa?

Campagna d'obbedienza Civile. Dove trovarci in questo week end

Prosegue senza soste la Campagna d'Obbedienza Civile. In questo week end potrete incontrarci per firmare le lettere di reclamo da mandare alla Multriservizi S.p.A, oppure semplicemente per ricevere informazioni, scambiarci opinioni e farci delle critiche, nei seguenti punti:


Venerdi 1 Giugno -Spazio Comune Arvultùra -via Abbagnano 4 dalle h 18 in poi in concomitanza con gli stand della filiera corta e la raccolta di ordinazioni di parmigiano a sostegno dei caseifici colpiti dal sisma;

Domenica 3 Giugno - davanti la Rotonda a Mare -   h 17


La raccolta dei reclami si estende anche a Corinaldo. L'Arci P.Neruda e Cittàttiva organizzano un banchetto:
Domenica 3 Giungno  piazzetta Ex-Chiosco -  h 9,30



martedì 29 maggio 2012

QUELLO CHE MULTISERVIZI S.P.A. NON DICE


Nel settembre 2011 la staffetta dell’acqua, circa 2 mesi fa il “bollettino” aziendale, in queste ultime settimane dei grandi manifesti affissi in tutte le città della Provincia di Ancona, trasmettono l’idea di una Società, la Multiservizi SpA, molto impegnata nella promozione di se stessa.

Multiservizi obietterà che questi manifesti sono finalizzati a stimolare il consumo consapevole dell’acqua.

Ma non è così! La parte riguardante il consumo consapevole è decisamente tutta da decifrare e per alcuni versi illeggibile;  le cose che emergono, che saltano agli occhi, che colpiscono sono altre, ovvero: Multiservizi, il disegno di un grande cuore seguito dalla frase “prendi a cuore l’acqua, confida in chi la porta nella tua casa”. Solo nel sottotitolo, a caratteri più piccoli, troviamo una frase che richiama il principio dell’uso consapevole dell’acqua e che cita: “Quella che esce dal rubinetto è un’acqua di qualità e una risorsa preziosa. Usala consapevolmente, è una scelta di civiltà e rispetto”.

In sostanza un messaggio auto promozionale.

Ora, a parte, la banalità e mediocrità del messaggio con il quale Multiservizi chiede fiducia perché ti porta l’acqua in casa, quasi che fino al 2004 (anno in cui il Servizio Idrico è stato affidato a Multiservizi) file di donne e uomini, con otri e taniche, fossero costretti a prendere l’acqua nei posti più disparati, tutta questa attività auto promozionale fa sorgere spontanea una domanda.

L’assemblea dei soci di Multiservizi SpA, ossia i Sindaci dei nostri Comuni, approvano spese pubblicitarie di questa natura, palesemente inutili e per certi versi dannose?
Che siano inutili, che siano soldi sprecati, è evidente, visto che la gestione del servizio idrico è priva di concorrenza e a carattere monopolistico, che siano spese anche dannose, per i cittadini, è altrettanto evidente, perché, poche o tante che siano, vengono ricaricate sulla bolletta.

In realtà dal vocabolario di Multiservizi SpA, è scomparsa, o meglio non è mai esistita, la parola trasparenza ed in nome di questa, visto che gestisce un bene pubblico, dovrebbe dire ai cittadini:

  •  che d’ora in poi i suoi bilanci saranno pubblici, accessibili a chiunque;
  •  quanto percepiscono il Presidente, i membri del Consiglio di Amministrazione ed il management; 
  •   che negli ultimi 5 anni (2012 compreso) le bollette sono aumentate di ca. il 50%;
  •  a che titolo e a quanto ammontano i corrispettivi ai Comuni e al Consorzio Gorgovivo;
  •  quant’è la quota di remunerazione del capitale, abrogata dal referendum, ma ancora contenuta in bolletta;
  • che una parte delle regole del gioco e delle scelte da operare sono dettate dalle Banche alle quali si è ricorso per i finanziamenti;

Molto probabilmente i cittadini sono più interessati a queste e, molto probabilmente, ad altre informazioni, piuttosto che ad una campagna pubblicitaria, tanto sterile quanto ingannevole.

I comitati territoriali per l'acqua bene comune continueranno a vigilare sui gestori e a ricordare alle istituzioni che il referendum ha sancito che l'acqua è un bene di tutti e che la sua gestione deve rimanere pubblica. Per questo motivo saremo in Piazza a Roma il 2 Giugno per dire che la Repubblica siamo noi e per ribadire che il popolo italiano con 27 milioni di voti ha detto due volte si per l'acqua.

Comitato Acqua Bene Comune
Coordinamento Provinciale