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domenica 25 settembre 2011

Giù le mani dall'acqua pubblica. Fuori Federutility dalla gestione dell'acqua!

Politici e istituzioni sembrano proprio non voler rispettare la volontà popolare espressa solamente poco più di tre mesi fa. In questo breve intervallo appena trascorso la strada verso la ripubblicizzazione del servizio idrico è stata di fatto nuovamente sbarrata.
Il patto di stabilità che vieta da parte dei comuni lo stanziamento di fondi per la manutenzione delle reti idriche, l’ultima finanziaria che obbliga la liberalizzazione degli enti pubblici e l’aumento delle tariffe a seguito dell’abrogazione del 7% di remunerazione del capitale investito da parte dei gestori dei servizi idrici integrati, "rimettono in discussione l’esito del referendum". Il virgolettato non è una nostra interpretazione ma le parole espresse dal Ministro Sacconi il 16 settembre.

Lunedì 26 settembre alle ore 17:30 invitiamo tutti in Piazza Roma ad Ancona per accogliere, come si conviene, la "staffetta dell’acqua", iniziativa organizzata da Federutility e sponsorizzata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar
La staffetta fa seguito all’ingannevole "Festival dell’acqua" conclusosi a Genova lo scorso 10 settembre, voluto dalla stessa Federutility e da quasi tutti i gestori privati dell’acqua del nostro paese.

Federutility, dopo essersi apertamente e pubblicamente pronunciata contro i referendum, continua ad affermare che solo i privati sono in grado di sostenere i finanziamenti per gli investimenti nel settore idrico.
27 milioni d’italiane/i si sono espressi, al contrario, per la gestione pubblica e partecipativa dell’acqua in quanto bene comune e non sottoponibile alle logiche del profitto.

Gli amministratori locali, invece di impegnarsi immediatamente per l’applicazione della volontà popolare, finanziano iniziative che nulla hanno a che fare con quanto dichiarato con il referendum.
La Festa dell’acqua e la staffetta che toccherà le maggiori città italiane, tra cui Ancona, costerà ben 450.000 euro che pagheremo tutti noi attraverso le bollette.
Chiediamo al Comune di Ancona e alla Multiservizi di non aderire all’iniziativa per impedire che il costo dell’ingannevole messaggio pubblicitario di Federtutility lo paghi la collettività. Chiediamo altresì ai nostri amministratori di iniziare seriamente il percorso della ripublicizzazione dell’acqua senza se e senza Spa e di ridurre le tariffe dell’acqua della quota relativa alla remunerazione del capitale investito di quel 7% abrogato dalla vittoria del secondo quesito referendario.

Aspetteremo tutti insieme in piazza ad Ancona l’arrivo della staffetta con le bandiere dell’acqua per difendere l’esito referendario e per smascherare un evento che si dice in continuità con il referendum ma che in realtà non è altro che una vetrina mediatica e di sponsorizzazione di messaggi ingannevoli.

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