
Multiservizi
obietterà che questi manifesti sono finalizzati a stimolare il consumo
consapevole dell’acqua.
Ma
non è così! La parte riguardante il consumo consapevole è decisamente tutta da
decifrare e per alcuni versi illeggibile;
le cose che emergono, che saltano agli occhi, che colpiscono sono altre,
ovvero: Multiservizi, il disegno di un grande cuore seguito dalla frase “prendi a cuore l’acqua, confida in chi la
porta nella tua casa”. Solo nel sottotitolo, a caratteri più piccoli,
troviamo una frase che richiama il principio dell’uso consapevole dell’acqua e
che cita: “Quella che esce dal rubinetto
è un’acqua di qualità e una risorsa preziosa. Usala consapevolmente, è una scelta
di civiltà e rispetto”.
In
sostanza un messaggio auto promozionale.
Ora,
a parte, la banalità e mediocrità del messaggio con il quale Multiservizi
chiede fiducia perché ti porta l’acqua in casa, quasi che fino al 2004 (anno in
cui il Servizio Idrico è stato affidato a Multiservizi) file di donne e uomini,
con otri e taniche, fossero costretti a prendere l’acqua nei posti più
disparati, tutta questa attività auto promozionale fa sorgere spontanea una
domanda.
L’assemblea
dei soci di Multiservizi SpA, ossia i Sindaci dei nostri Comuni, approvano
spese pubblicitarie di questa natura, palesemente inutili e per certi versi
dannose?
Che
siano inutili, che siano soldi sprecati, è evidente, visto che la gestione del servizio
idrico è priva di concorrenza e a carattere monopolistico, che siano spese
anche dannose, per i cittadini, è altrettanto evidente, perché, poche o tante
che siano, vengono ricaricate sulla bolletta.
In
realtà dal vocabolario di Multiservizi SpA, è scomparsa, o meglio non è mai
esistita, la parola trasparenza ed in nome di questa, visto che gestisce un
bene pubblico, dovrebbe dire ai cittadini:
- che d’ora in poi i suoi bilanci saranno pubblici, accessibili a chiunque;
- quanto percepiscono il Presidente, i membri del Consiglio di Amministrazione ed il management;
- che negli ultimi 5 anni (2012 compreso) le bollette sono aumentate di ca. il 50%;
- a che titolo e a quanto ammontano i corrispettivi ai Comuni e al Consorzio Gorgovivo;
- quant’è la quota di remunerazione del capitale, abrogata dal referendum, ma ancora contenuta in bolletta;
- che una parte delle regole del gioco e delle scelte da operare sono dettate dalle Banche alle quali si è ricorso per i finanziamenti;
Molto
probabilmente i cittadini sono più interessati a queste e, molto probabilmente,
ad altre informazioni, piuttosto che ad una campagna pubblicitaria, tanto
sterile quanto ingannevole.
I
comitati territoriali per l'acqua bene comune continueranno a vigilare sui
gestori e a ricordare alle istituzioni che il referendum ha sancito che l'acqua
è un bene di tutti e che la sua gestione deve rimanere pubblica. Per questo
motivo saremo in Piazza a Roma il 2 Giugno per dire che la Repubblica siamo noi
e per ribadire che il popolo italiano con 27 milioni di voti ha detto due volte
si per l'acqua.
Comitato Acqua Bene Comune
Coordinamento Provinciale